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Agevolazioni fiscali per startup innovative: come ottenerle | GetPenta

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giorgio 29 Oct 2019
Marketing Manager Italy

Sai che la legge riconosce importanti agevolazioni per le nuove imprese più creative? Scopriamo insieme come ottenerle e quali siano i requisiti per poter diventare start up innovativa!

In Penta conosciamo bene gli sforzi e la passione che si celano dietro le start up innovative. E conosciamo talmente bene il desiderio di crescita e di sviluppo delle nuove imprese che… abbiamo ben pensato di dedicare loro i migliori servizi per la gestione della liquidità aziendale, permettendo così agli imprenditori di oggi e di domani di poter liberare il tempo e la serenità utili per potersi concentrare solo sul proprio business.

Ma cosa sono le start up innovative? E quali sono le agevolazioni fiscali che la legge riconosce loro?

Abbiamo voluto riassumere tutto quello che devi sapere su questo argomento. Nelle prossime righe parleremo infatti di:

  • cosa sono le start up innovative;
  • quali sono i requisiti che devono avere e mantenere;
  • quali sono le agevolazioni che la legge riconosce a queste società;
  • che differenze esistono tra start up innovative e PMI innovative.

Andiamo con ordine!

Cosa sono le start up innovative

Le start up innovative sono state introdotte nel nostro Paese con il d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, poi convertito con la l. 221 del 17 dicembre 2012. Nel provvedimento di legge, gli articoli che vanno dal 25 al 32 sono proprio dedicati alle misure per le imprese start up innovative, con la finalità di favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, la nuova imprenditorialità e l’occupazione.

Chiarito ciò, è proprio è l’art. 25 della legge 221/2012 a dirci quali sono i requisiti delle start up innovative. Proviamo a riassumerli, rendendoli più facilmente leggibili:

  • forma giuridica: società di capitali (anche in forma cooperativa) e – dunque – una forma a scelta tra società per azioni, società a responsabilità limitata o società in accomandita per azioni. È ammessa anche la costituzione sotto forma di Societas Europaea, pur residente in Italia;
  • possesso delle azioni o quote: i soci, persone fisiche, al momento della costituzione della start up innovativa e per i successivi 24 mesi devono detenere la maggioranza delle quote o delle azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria dei soci;
  • attività di impresa: la start up innovativa deve essere costituita e svolgere attività di impresa da non più di 60 mesi;
  • sede: la sede principale dei propri affari e dei propri interessi deve essere mantenuta in Italia;
  • fatturato: a partire dal secondo anno di attività, il valore della produzione annua della start up innovativa on deve superare i 5 milioni di euro, come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio;
  • utili: la start up innovativa non deve distribuire utili;
  • oggetto sociale: lo scopo principale della società, in modo esclusivo o prevalente, deve essere la produzione e la commercializzazione di prodotti o di servizi innovativi ad elevato valore tecnologico;
  • nascita: la start up innovativa non deve essere stata costituita per fusione, scissione o cessione di azienda o ramo di azienda.

In aggiunta a quanto sopra, per potersi definire tale la start up innovativa deve soddisfare almeno uno dei seguenti requisiti:

  1. ricerca e sviluppo: le spese in ricerca e sviluppo devono essere almeno pari al 15% del maggiore valore fra i costi e il valore totale della produzione.

    Tieni conto che dal conteggio delle spese è possibile escludere quelle per l’acquisto e per la locazione di beni immobili.

    Di contro, possono essere considerate come spese in ricerca e sviluppo quelle relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo (sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business plan), le spese sui servizi di incubazione forniti dagli incubatori certificati, i costi lordi del personale interno e i consulenti esterni che sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo, inclusi i soci e gli amministratori, e ancora le spese legali per la registrazione e per la protezione della proprietà intellettuale, dei termini e delle licenze d’uso.

    È importante che tutte le spese siano risultanti dall’ultimo bilancio approvato e che siano descritte nella nota integrativa. Se però la start up innovativa è al suo primo anno di attività, allora per la loro evidenza è sufficiente da una dichiarazione del legale rappresentante;
  2. talenti: la start up deve fruire, come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore a un terzo della forza lavoro, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca, o che sta svolgendo un dottorato di ricerca, o in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati;
  3. brevetti: la start up innovativa deve essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto riferito a un’invenzione industriale, biotecnologica o relativa ai semiconduttori e alle varietà vegetali.

    Oppure, deve essere titolare dei diritti relativi a un programma per elaboratore originario, registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, a patto che tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

Vantaggi e agevolazioni fiscali per la start up innovativa

Chiariti quali sono i principali requisiti per poter qualificare la propria impresa come start up innovativa, ti sarà sicuramente utile cercare di capire quali siano i principali vantaggi e agevolazioni fiscali per questa categoria di impresa.

Anche in questo caso, abbiamo scelto di semplificare quanto possibile questo argomento, schematizzando i principali vantaggi in questo modo:

  • facile costituzione: la costituzione e le successive modifiche della società possono essere effettuate attraverso un modello standard tipizzato con firma digitale. Dunque, potrai redigere l’atto costitutivo, e modificarlo successivamente, anche attraverso un documento standard di facile accesso, sottoscrivibile online con firma digitale;
  • imposte: la start up innovativa non paga l’imposta di bollo e il diritto di segreteria necessario per l’iscrizione nel registro delle Imprese della generalità delle attività imprenditoriali. Non paga nemmeno il diritto annuale alle Camere di commercio;
  • detrazione su spese per investimenti: viene prevista una detrazione nella misura del 19% per le spese legate ad un investimento massimo di 500.000 euro, per periodo di imposta, con mantenimento per almeno 2 anni;
  • credito di imposta: in caso di assunzione di personale altamente qualificato, la legge prevede un credito di imposta nella misura del 35%, fino a un massimale di 200.000 euro annui per impresa;
  • contratti di lavoro: le start up possono assumere personale con contratti a tempo determinato nella durata minima di 6 mesi e massima di 36 mesi. In questo arco temporale i contratti potranno essere anche di breve durata, e potranno essere rinnovati più volte. Terminati i 36 mesi di estensione massima, il contratto potrà infine essere ulteriormente rinnovato una sola volta per un massimo di 12 mesi, conclusi i quali il collaboratore potrà continuare a lavorare solo con contratto a tempo indeterminato;
  • raccolta fondi: è possibile raccogliere fondi mediante apposite piattaforme online di crowdfunding, sulla base di quanto previsto da Consob;
  • accesso semplificato al Fondo di garanzia, in modo diretto e gratuito: ricordiamo che il Fondo centrale di garanzia è uno strumento governativo che ha come obiettivo quello di facilitare l’accesso al credito mediante la concessione di garanzie sui prestiti bancari, con copertura fino all’80% del credito erogato dall’istituto bancario fino a 2,5 milioni di euro;
  • internazionalizzazione: le start up innovative possono ottenere un prioritario sostegno da parte dell’Agenzia ICE e del Desk Italia. È così possibile ottenere assistenza fiscale, normativa, societaria, immobiliare, creditizia e contrattualistica, oltre all’ospitalità eventuale, a titolo gratuito, alle principali fiere e manifestazioni internazionali;
  • remunerazione strumenti finanziari: le start up innovative possono fruire di un regime fiscale e contributivo di favore per i piani di incentivazione che sono basati sull’assegnazione di azioni, quote o titoli similari, a amministratori, dipendenti, collaboratori, fornitori delle imprese start up innovative e degli incubatori certificati.

    In particolare, il reddito che deriva dall’attribuzione di questi strumenti finanziari o diritti non concorrerà alla formazione della base imponibile, sia ai fini fiscali che ai fini contributivi.

Come si apre una start up innovativa?

Ora che hai compreso quali sono le caratteristiche di queste società, e quali sono le principali agevolazioni fiscali per startup innovative, vediamo insieme come se ne può aprire una!

In realtà, per tua fortuna, la procedura non si discosta molto da quanto dovresti fare per una “consueta” società ordinaria. Tuttavia, esistono alcune agevolazioni che rendono più snello l’iter di costituzione e di gestione, velocizzando così gli adempimenti amministrativi e burocratici che ti consentiranno di diventare titolare di una start up innovativa.

In particolare, è richiesta:

  • costituzione di una società in una delle forme giuridiche ammesse dalla legge: società di capitali, come società per azioni, anche in forma cooperativa; società a responsabilità limitata; società in accomandita per azioni;
  • presentazione della dichiarazione di inizio attività, oggi realizzabile mediante una procedura unificata online della Comunicazione Unica al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, all’Agenzia delle Entrate, all’INPS e all’INAIL;
  • domanda per l’iscrizione alla sezione speciale delle start up innovative del Registro delle Imprese, con elaborazione di una richiesta elettronica nella quale dovrai riepilogare tutte le informazioni sulla tua attività.

Tieni inoltre conto che ai fini dell’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese, la verifica dei requisiti per la corretta identificazione della tua start up innovativa può essere semplicemente attestata con autocertificazione del legale rappresentante.

Ancora, ti ricordiamo che la start up deve avviare l’attività contestualmente alla costituzione. In caso contrario, non potrai domandare l’iscrizione nella sezione speciale, e dovrai dunque procedere con l’iscrizione dell’atto costitutivo nella sezione ordinaria, pagando così l’imposta di bollo e i diritti di segreteria che sarebbero invece esclusi in caso di iscrizione della start up innovativa.

Chiarito quanto sopra, ti ricordiamo anche che, tecnicamente, la domanda di iscrizione può essere presentata tramite il modello informatico S1 e S per gli aspetti tradizionali, mentre per l’iscrizione alla sezione speciale dovrai produrre lo stesso documento informatico S1, indicando le informazioni richieste per le start up nel quadro “32” (codice 027).

Ad ogni modo, al fine di evitare ogni possibile incomprensione che potrebbe impedire il corretto processo di iscrizione, ti segnaliamo che sul portale startup.registroimprese.it delle Camere di Commercio d’Italia – Ministero dello Sviluppo Economico, c’è una pratica guida completa sulle startup innovative, che trovi in formato pdf cliccando sul link precedente, che ti consigliamo di consultare.

Startup innovative e PMI innovative: quali sono le differenze?

Concludiamo questo nostro approfondimento sul mondo delle start up innovative sottolineando come queste non debbano essere ‘confuse’ con le PMI innovative, introdotte nel nostro sistema con la l. 33 del 24 marzo 2015, di conversione del decreto Investment Compact.

Un intervento di legge che è dunque successivo alla nascita delle start up innovative, ma che risulta essere strettamente connesso con le protagoniste del nostro odierno focus, considerato che alle PMI innovative sono attribuite buona parte delle agevolazioni già assegnate alle start up innovative.

Ma che cos’è la PMI innovativa?

In sintesi, una PMI innovativa è una società di capitali con sede in Italia o altro Paese membro UE (ma con almeno una filiale nel nostro Paese), che non eccede i limiti dimensionali (in termini di organico e fatturato / bilancio) tracciati dalla normativa europea sulle PMI e che, contemporaneamente, è in grado di soddisfare i parametri riguardanti l’innovazione tecnologica, che presto specificheremo.

Alle PMI innovative, come sopra già anticipato, viene riconosciuta buona parte delle agevolazioni già individuate per le start up innovative.

Pensa alle regole più flessibili per la gestione societaria, alla possibilità di ricorrere a piani di incentivazione in equity con disciplina di favore per la remunerazione di dipendenti e consulenti, o ancora alla possibilità di effettuare campagne di equity crowdfunding per la raccolta di capitali, e infine alle facilitazioni nell’accesso al credito bancario e agli incentivi fiscali all’investimento.

Così come avviene per le start up innovative, inoltre, anche in questo caso è fondamentale che la PMI innovativa si iscriva correttamente nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese, loro riservata.

Riassumendo, puoi qualificare la tua attività come PMI innovativa se:

  • ha sede principale dei propri affari e dei propri interessi in Italia;
  • le sue azioni non sono quotate sul mercato regolamentato;
  • l’impresa ha già depositato un bilancio certificato al Registro delle imprese;
  • ha un fatturato annuo che non supera i 50 milioni di euro o un totale di bilancio annuo non superiore ai 43 milioni di euro;
  • occupa meno di 250 persone;
  • soddisfa almeno due dei seguenti tre requisiti:
    • spende in ricerca e sviluppo pari ad almeno il 3% del maggiore importo tra il costo e il valore totale della produzione della PMI innovativa;
    • impiega come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale superiore al quinto della forza lavoro complessiva, personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca, o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, o in possesso di laurea, e che abbia svolto da almeno tre anni attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, o in percentuale uguale o superiore un terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale;
    • è titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, o sia titolare dei diritti relativi a un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, a patto che tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

Naturalmente, per potersi qualificare come PMI innovativa, la tua impresa non deve essere iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese per startup innovative, considerato che non può essere contemporaneamente sia startup innovativa che PMI innovativa!

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